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Vacanze in Montagna a Pietracamela in Abbruzzo

Pietracamela è una località dell'Appennino abbruzzese che si trova all'ombra del Corno Piccolo e del Corno Grande del Gran sasso d'Italia.

Pietracamela, un comune con un'altitudine di 1005 metri slm, è uno dei comuni più alti della provincia di Teramo, e si trova al al riparo dei caratteristici roccioni che delimitano in basso i vasti “Retrivi” (Prati di Tivo), verde declivio morenico che si eleva verso il Corno Piccolo (m. 2655) ed il Corno Grande (m. 2912) del Gran Sasso d’Italia, la cima più alta dell’Appenino. Un insediamento antico e dalle origini leggendarie, certamente attivo in età romana. Si chiamò forse Petra Cimmeria, dai popoli Cimmeri, a Camèria, dai Camerti, secondo Mario Montebello; ma altri pensano che il toponimo sia dovuto alla grande roccia in forma di cammello che sovrasta le case.
Nel lindo nucleo medioevale, un tempo reso inaccessibile dal Rio “della Porta” e in gran parte ancora recuperabile, sono numerose testimonianze storiche ed artistiche uniche o rare, tutte di notevole importanza.
E sopra il paese, tra rocce e fienili in parte trasformati in villette, resiste un ambiente montanaro – “Sopratore”, “Segaturo” – assai caratteristico, più volte ritratto dal pietracamelese Guido Montaùti (1918-1979) ed affrescato sulle rocce dal suo gruppo artistico “Il pastore bianco”.
Verso valle, alle prime case del quartiere meno antico denominato “La Villa”, è l’odierna parrocchiale di San Lèucio, doviziosa d’opere d’arte, tra le quali una graziosa acquasantiera, una tela che echeggia i seguaci del Guercino e due preziose croci professionali di argento, rame e smalti oggi custodite nell’Episcopio aprutino. Nei pressi, la canonica (finestra del 1550) e tipici antichi fienili avrebbero bisogno di urgente oculato intervento conservativo.
Ai Prati di Tivo (alcuni invece ritengono che Tivo sia una mitica divinità silvana), da m. 1450 ai 2000 dell’Arapietra dov’è la statua bronzea della Madonnina del Gran Sasso, tra i boschi di faggio dell’Aschiero e delle Mandorle è la più attrezzata stazione invernale del Gran Sasso d’Italia, lambita dall’incantevole valle del Rio Arno: 8 alberghi d’ogni categoria, una piscina coperta, 6 impianti di risalita (seggiovia e sciovie), 12 km di piste di discesa e 4 km di piste di fondo, due scuole di sci, guide (i famosi “Aquilotti del Gran Sasso”) e soccorso alpini, e varie infrastrutture per lo sport ed il tempo libero.
Scalato la prima volta già nel 1573 dall’ingegnere bolognese Francesco de Marchi, collaboratore di Margarita d’Austria, il Corno Grande ha ricevuto in questo secolo celebri alpinisti quali Cesare Maestri, Fosco Maraini, Walter Bonatti, accompagnati tutti dall’espertissima guida locale Lino D’Angelo; e sull’impressionante Paretone si è cimentato anche il famoso “sciatore acrobata” Toni Valeruz.
Intermesoli (m. 770), unica frazione prima che urbanizzassero Prati di Tivo, e anch’esso di antica origine e tra Medievo e Rinascimento fu molto popoloso grazie ai boschi ed alle lane, e ricco di tre chiese.

Proprio da Intermesoli, facili escursioni nella stupenda Valle del Venacquaro; mentre da Laghetto (m. 1650) ove termina la strada che dai Prati attraversa il bosco e dalla cui cresta si scorgono le valli dell’altro versante (Isola del Gran Sasso), tutto il gruppo del Gran Sasso e la Majella e il mare Adriatico, di là dunque si possono effettuare passeggiate, escursioni, ascensioni e traversate di eccezionale interesse, fino a Campo Imperatore ed ai monti aquilani, fino alla vetta del Corno Grande e al Giacciaio del Calderone, il più meridionale d’Europa, studiato tra gli altri dal francese Demangeot.
I “Pretaroli” furono famosi, anche a Firenze e in Toscana, per la lavorazione delle lane; e oggi per fortuna alcuni benemeriti (Giardetti ed altri) hanno riesumato vecchi telai di legno e tessono sugli antichi disegni coperte, bancari e iridati “paliotti”.

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